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Salute: effetto ‘happy meal’, la felicità sazia la mente e taglia le porzioni

Lo studio, adulti e bambini optano per un mini pasto se viene accoppiato a un premio

Salute: effetto 'happy meal', la felicità sazia la mente e taglia le porzioniMilano, 7 gen. (AdnKronos Salute) – Se fra gli ingredienti del menu c’è anche un pizzico di felicità, si mangia meno. Parola di scienziati. Un team di ricercatori Usa ha dimostrato che le persone sono disposte a sacrificare una parte del loro pasto e a ridurre dunque le porzioni in cambio di un piccolo premio. Un incentivo che, gratificando la mente, contribuisce di fatto al complessivo senso di sazietà. Tanto che per gli esperti potrebbe essere una carta da giocare nella partita contro l’epidemia di obesità che affligge diverse aree del mondo.

La filosofia sotto la lente è quella dell”Happy meal’, il noto menu per bambini proposto da Mc Donald, che viene promosso non per il suo contenuto ma per il concetto che c’è dietro: usare la leva dell’incentivo non alimentare. Gli scienziati dell’University of Arizona (Eller College Of Management) e dell’University of Southern California (Marshall School of Business e Dornsife College of Lettersi, Arts and Sciences), autori di uno studio pubblicato sul ‘Journal of the Association for Consumer Research’, hanno condotto una serie di esperimenti ricorrendo alla risonanza magnetica funzionale. E hanno scoperto che il cervello di fronte a un piccolo giocattolo, un biglietto delle lotteria o una ‘gift card’ risponde come se avesse davanti un appetitoso hamburger o una pizza.

 

 

In pratica la combinazione di porzioni dimezzate e incentivo non alimentare attiva le stesse regioni del cervello (in particolare il corpo striato, associato con il premio, il desiderio e la motivazione) che entrano in gioco quando nel piatto c’è la porzione intera.

Il premio dunque motiva i bambini e gli adulti a scegliere un pasto di taglia più piccola. Il messaggio è: possiamo essere altrettanto felici senza mangiare troppo. E, sempre secondo i risultati dello studio, più ‘motivante’ del premio stesso è la semplice prospettiva di ottenerlo. “I premi possibili possono essere emotivamente più evocativi di quelli sicuri – ragiona uno degli autori, Martin Reimann – L’incertezza della vincita fornisce un’ulteriore attrattiva e la possibilità di ricevere un premio evoca anche uno stato di speranza che è di per sé psicologicamente gratificante”.

Gli esperti hanno rilevato che la maggior parte dei bambini e degli adulti arruolati nella ricerca, a parità di prezzo, ha preferito al pasto di dimensione standard la mezza porzione accoppiata con un giocattolo o con la possibilità di vincere un premio in denaro. La loro scelta era questa anche se avevano tanta fame. E la mezza porzione non veniva compensata mangiando successivamente un pasto più calorico. Un meccanismo “intrigante”, commenta Reimann. E una possibile ‘arma’ in più, suggeriscono gli autori, per le mamme e i papà impegnati a mettere un freno agli eccessi dei loro pargoli a tavola.

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