sabato , 6 Giugno 2020
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Ma quel taschino «falso» nei jeans a che cosa serve davvero?

Taschino jeans

Due tasche davanti, due tasche dietro. Poi c’è quel «misterioso» taschino rettangolare all’interno della tasca destra. Irritante per qualcuno: è infatti troppo piccolo per metterci le monete, le mani, figuriamoci le chiavi di casa. Qualcuno se l’è chiesto: «Ma quel taschino “falso”’ nei jeans ha una qualche funzione dedicata, oppure è solo uno standard estetico?». La risposta all’enigma è arrivata da alcuni esperti del settore dell’abbigliamento, e da Levi’s.

Nascondere le pepite d’oro

Il taschino fu introdotto nel 1873 da Levi’s, la più antica e popolare tra le aziende che producono jeans, fondata nel 1853 negli Stati Uniti dall’immigrato tedesco Levi Strauss. Non è altro che un «watch pocket», dove, a fine ‘800, gli uomini (in particolare i cowboy) riponevano gli orologi da tasca e, leggenda vuole, persino le pepite d’oro. A quel tempo, infatti, i cowboy usavano portare l’orologio da tasca con la catena e lo riponevano nel gilet di pelle.

Altri usi

L’azienda Levi’s ha messo a punto la piccola tasca affinché non perdessero l’orologio o non si rompesse. È rimasta fino ad oggi e, come spiega la stessa Levi’s in un post, ha avuto diverse funzioni negli anni. Tra le altre cose: ospitare una scatola di preservativi (come voleva uno spot del 1995 per i jeans 501), una scatola di fiammiferi o per nascondere bigliettini.

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